Vitamine della salute: la Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile che si accumula nel fegato e nel tessuto adiposo. È definita un vero e proprio ormone sia per sottolineare le sue innumerevoli funzioni e sia per la sua struttura chimica simile a quella del colesterolo e del testosterone, essendo una molecola steroide.

Dove si trova la vitamina D?

Ci sono due forme:

 

  • D2 (o ergocalciferolo), forma meno efficace e presente nei cibi di origine vegetale come frutta, verdura a foglia verde e funghi;
  • D3 (o colecalciferolo), forma più efficace e presente nei cibi di origine animale come pesci grassi (salmone, aringhe, tonno, sgombro), olio di fegato di merluzzo, uova e formaggio.

La vitamina D3 si produce anche a livello cutaneo a partire da una sostanza chiamata pro-vitamina D3, grazie all’azione dei raggi ultravioletti B. La sintesi cutanea garantisce circa l’80% del fabbisogno di vitamina D, mentre la restante quota è dovuta all’assunzione attraverso gli alimenti.

Sia la vitamina D2 che la D3, successivamente, si legano a delle speciali proteine per essere trasportate nel fegato. All’interno di questo organo sono trasformate in molecole non attive e per essere utilizzate dal corpo, devono subire un altro processo chimico per trasformarsi in calcitriolo, forma definitivamente attiva della vitamina D3.

Effetti della vitamina D

È utile per diverse funzioni, quali:

  • regolazione dell’assorbimento del calcio e del fosforo durante la formazione delle ossa e dei denti;
  • favorisce l’assorbimento della vitamina A;
  • è fondamentale per prevenire il rachitismo infantile, una malattia caratterizzata dall’incapacità di calcificare la matrice ossea;
  • è molto importante per la salute dei denti, sia in età di crescita affinché spuntino senza ritardi, che in età adulta per evitare che cadano precocemente e siano protetti dalla carie.

Una carenza è stata associata a diversi tipi di malattie, dal diabete all’infarto, dall’Alzheimer all’asma o alla sclerosi multipla.

In studi di laboratorio la vitamina D ha dimostrato di svolgere attività potenzialmente in grado di prevenire o rallentare lo sviluppo del cancro: infatti frena la crescita delle cellule, ne favorisce la differenziazione e la morte programmata (apoptosi), e riduce la formazione di nuovi vasi (angiogenesi).

Cosa c’entra la vitamina D col sistema immunitario?

Il nostro sistema immunitario riconosce le minacce di virus e batteri e agisce attraverso una popolazione di globuli bianchi, i linfociti. In particolare la vitamina D agisce sui linfociti di tipo T, regolando proprio la risposta immunitaria e potendo contribuire alla protezione dalle infezioni.

Quanta ne serve?

Non esistono parametri assoluti: la maggior parte degli esperti consiglia di non scendere sotto i 30 nanogrammi/millilitro e altri suggeriscono che si possa già parlare di quantità insufficiente sotto i 50. In genere, per assicurarsi l’apporto necessario, è sufficiente trascorrere più tempo all’aria aperta.

L’ideale sarebbe esporsi al sole da Aprile a Ottobre, almeno un’ora tutti i giorni.

Quali sintomi caratterizzano la carenza di vitamina D?

In un individuo, la carenza di vitamina D sintomatica può causare:

  • Dolore alle ossa;
  • Dolore alle articolazioni;
  • Debolezza muscolare;
  • Disturbi da fascicolazione muscolare;
  • Ossa fragili, che tendono a deformarsi, nei soggetti di giovane età, o a rompersi facilmente, nei soggetti adulti;
  • Difficoltà a pensare in modo chiaro;
  • Stanchezza ricorrente.

L’integrazione deve avvenire solo in caso di carenze poiché a dosi troppo elevate può essere tossica.