SMART FOOD: come il cibo influenza i nostri geni

Ti sei mai chiesto come una dieta salutare o un’alimentazione scorretta potrebbero influenzare il tuo organismo? Non stiamo parlando del semplice concetto di caloria, né del solito bilancio tra entrate e uscite, ma di come il cibo sia in grado di influenzare il nostro DNA e le nostre risposte metaboliche e ormonali.

 

I nutrienti, infatti, sono in grado di interagire con i meccanismi molecolari e di modulare le funzioni fisiologiche del corpo, influendo sul nostro stato di salute o di malattia. Ed è per questo che la dieta, oggi, non è più intesa come il semplice “alimentarsi” ma come uno strumento efficace con cui prevenire patologie come obesità, diabete, malattie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche.

 

La scienza che studia i meccanismi di interazione tra i nutrienti e il nostro genoma, prende il nome di Nutrigenomica e si basa su 5 principi:

  1. La dieta rappresenta un serio fattore di rischio per numerose malattie;
  2. Le molecole contenute negli alimenti possono agire sul genoma, alterando l’attività o la struttura del gene;
  3. Quanto la dieta sia in grado di determinare lo stato di salute o di malattia può dipendere dal patrimonio genetico;
  4. Alcuni geni influenzati dalla dieta, probabilmente, giocano un ruolo nell’ insorgenza, nella progressione e nella gravità delle malattie croniche;
  5. Utilizzando un approccio nutrizionale personalizzato, in base alle esigenze individuali, è possibile prevenire, alleviare e persino curare le malattie croniche.

Le molecole oggetto di studio della nutrigenomica sono svariate; tra queste troviamo diversi micronutrienti quali Vitamina B, C ed E, la cui carenza è associata ad aumento del rischio cardiovascolare, folati, indispensabili per lo sviluppo del tubo neurale nel feto. Ma anche Vitamina D, per la salute osteo-articolare, selenio e zinco, coinvolti nelle reazioni di ossidoriduzione, ferro, magnesio, calcio e così via.

 

Molecole antiossidanti, come melatonina, curcumina, resveratrolo e acido lipoico, insieme a composti metabolici, quali coenzima Q10 e acetil-carnitina, rappresentano invece importanti fattori di neuroprotezione.

 

I cibi contenenti molecole in grado di interagire e dialogare con il DNA prendono il nome di SMART FOOD: essi, non solo, sono in grado di prevenire l’insorgenza di varie patologie, ma agiscono anche sui geni della longevità, riducendo i processi di invecchiamento.

 

Gli SMART FOOD sono rappresentati principalmente da alimenti di origine vegetali e frutta, a cui si aggiungono anche spezie ed erbe aromatiche.

Come creare un pasto SMART FOOD?

L’Harvard Medical School di Boston ha elencato una serie di regole:

  • un piatto sano deve essere costituito per metà da frutta e verdura, privilegiando i prodotti freschi e di stagione, variandone il più possibile i colori
  • cereali e derivati integrali dovrebbero essere presenti ad ogni pasto, prediligendo i cereali in chicco come orzo, farro, grano saraceno, quinoa, riso integrale
  • variare le fonti di proteine: pesce, legumi, carne bianca, uova e i latticini (meglio freschi e magri). Limitare il consumo di carne rossa (manzo, maiale, agnello).
  • utilizzare come condimento principale l’olio extravergine d’oliva
  • insaporire i piatti con erbe e spezie